DOTTORE... MI POSSO FIDARE
MANUALE DI MEDICINA COMPRENSIBILE

Giorgio Dobrilla
Prefazione di Silvio Garattini
Presentazione di Cesare Scandellari


 
Il libro

Tra medico e paziente non sempre la comunicazione è davvero efficace. Tra le tante possibili cause di incomprensione, una ricorre costante: il linguaggio specialistico. Alla necessità di un ponte tra medico e paziente, di una zona franca in cui si parla la stessa lingua, risponde Giorgio Dobrilla in questo libro davvero per tutti, indirizzato al grande pubblico ma che parla anche a medici di base, specialisti e studenti in medicina. Una traduzione utile e chiara dal “medichese” di alcuni concetti fondamentali del mondo della ricerca medica, per affrontare il delicato problema dell’efficacia delle cure, alla scoperta dell’insospettabile potere dell’effetto placebo e fino agli ipotetici successi delle terapie alternative.


L'autore

Giorgio Dobrilla, triestino di nascita, è primario gastroenterologo emerito dell’Ospedale Regionale di Bolzano. Attualmente è professore a contratto all’Università di Parma. È autore di numerosi testi di divulgazione scientifica e di educazione alla medicina.

Dalla Prefazione di Silvio Garattini

Continua la fatica di Giorgio Dobrilla, eccellente divulgatore in campo biomedico. Questa volta il libro spiega in modo chiaro e facilmente comprensibile, ma non senza rigore, come si raggiunge la ragionevole convinzione che un trattamento sia utile a chi lo riceve. » una sequenza di informazioni che ha portato la medicina a uscire dall'equivoco delle facili impressioni, per imboccare la difficile strada delle evidenze. Nonostante gli indiscussi progressi, rimane ancora molto da fare anche nel campo più studiato, quello farmacologico. Troppe ambiguita' e troppi interessi tendono infatti a deformare la percezione dell'efficacia e della tossicita' di un farmaco. Innanzitutto la legislazione tende a privilegiare la visione dei farmaci come beni di consumo, anziche' come strumento di salute. Non a caso, l'Emea, l'organismo europeo che approva i farmaci e li segue nel tempo, dipende dal direttorato dell'industria nell'ambito della Commissione Europea. Non solo: l'Emea vive con i soldi dell'industria (oltre il 70 per cento del suo budget) ed è circondata dal segreto in tutte le sue attivita'. Inoltre, la legislazione richiede che un nuovo farmaco mostri qualita', efficacia e sicurezza, ma non obbliga a dimostrare quale sia il suo valore aggiunto. CosÏ Ë possibile che un nuovo farmaco sia meno attivo o più tossico di quelli che gia' esistono in commercio, perche' per misurare il valore aggiunto Ë necessario fare dei confronti con altri trattamenti. Se non si fanno i confronti (o si fanno male), come si puÚ collocare un nuovo farmaco nell'ambito dell'armamentario terapeutico a disposizione del medico? Nella migliore delle ipotesi, si moltiplicano farmaci che di fatto si devono considerare analoghi, ma si prestano poi a essere propagandati enfatizzando differenze minori, o comunque insignificanti, per il paziente. Lo studio clinico controllato, ben descritto nel libro, rimane lo strumento fondamentale per valutare il rapporto tra benefici e rischi di ogni farmaco. Quante distorsioni, perÚ, sono determinate dagli interessi economici! Spesso il nuovo farmaco Ë studiato contro placebo nonostante sia disponibile un farmaco di confronto per la stessa indicazione. Ancora, se si fanno confronti con altri farmaci, non sempre si scelgono quelli migliori o le dosi ottimali. Raramente, poi, il disegno sperimentale Ë fatto per ricercare una superiorita': più frequentemente si scelgono invece disegni ad hoc per determinare l'equivalenza o la non-inferiorita'...