Dopo l’acqua, è la bevanda più consumata al mondo.
Stiamo parlando del tè, nei confronti del quale da qualche anno si sta facendo strada anche nel nostro Paese una vera e propria passione, testimoniata dal crescente numero di eventi e fiere per il piacere di appassionati e intenditori.
Questo libro si differenzia dai molti pur belli finora pubblicati perché non si limita agli aspetti più coreografici del tè ma ne illustra soprattutto le caratteristiche, le proprietà, le curiosità più propriamente scientifiche.
Un libro, soprattutto, che non manca di fare anche giustizia sulle tante sciocchezze e sulle altrettante verità che capita di incontrare tra libri e siti internet a proposito di questa bevanda.
Il percorso si sviluppa tra le proprietà neurostimolanti e quelle antiossidanti; le tecniche di produzione antichissime che sfruttano sapientemente le reazioni naturali; i vari costituenti della foglia della Camellia sinensis; le sofisticazioni fraudolente, i modi per smascherarle e i pericolosi inquinamenti da pesticidi.
Senza tralasciare il fascino della sua storia che, spesso, si è intrecciata con quella di stati e imperi o l’intrigante complessità delle varie ritualità orientali associate al suo cerimoniale.
Gli autori
Gianluigi Storto, chimico, iniziò la sua attività scientifica presso i Laboratori chimici delle Dogane, dove si occupava soprattutto di merceologia degli alimenti (alcolici, zuccherini e grassi).
Autore di diversi articoli scientifici, da diversi anni si interessa professionalmente della qualità dei prodotti petroliferi.
Salvatore Pellegrino, massimo esperto italiano del tè e dei suoi cerimoniali, si occupa dell’argomento da oltre vent’anni.
Ha fondato a Raddusa, in provincia di Catania, il primo Museo italiano del tè.
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Dall’Introduzione
Qualcuno ha detto che l’introduzione di un libro è quella cosa che si scrive alla fine, che si mette al principio e che non legge mai nessuno.
Fiduciosi che anche questa legge di natura possa avere un’interpretazione statistica e che di conseguenza ci sarà pure qualcuno che la leggerà, è a lui che dedichiamo questa introduzione con riconoscenza sincera.
Cosa dirgli di interessante per farlo continuare nella lettura? Innanzi tutto che con questo libro s’è voluto colmare una lacuna nel campo dell’editoria nazionale, non tanto per l’argomento (il tè) quanto per l’approccio.
Si è infatti cercato di utilizzare quello rigorosamente merceologico, sperando, sempre che il numero di lettori sia sufficiente a stimolare l’editore, che in futuro altri prodotti di grande diffusione possano essere trattati nella stessa maniera.
Ci sono molti libri sul tè, quasi tutti molto belli e piacevoli per il contenuto e l’iconografia, pieni di curiosità sulle mode che si sono succedute nel tempo, ricchi di consigli su come servirlo e con quali dolci accompagnarlo, pieni di suggerimenti sui migliori servizi di porcellana o di vetro cui affidarsi per offrirlo e per gustarlo al meglio.
Ma il tè è anche uno dei principali prodotti del mercato mondiale delle merci e mancava un testo che ne illustrasse, con un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori, oltre alle caratteristiche e le proprietà medicamentose (da alcuni propagandate con un entusiasmo pari solo alla loro superficialità) anche gli aspetti propriamente merceologici: il ciclo produttivo dai campi di raccolta alle aste, le diverse classificazioni commerciali, l’interessante storia che molto spesso si è incrociata con quella maiuscola degli Stati e dei popoli, le sofisticazioni fraudolente più comuni, le normative che ne regolano il commercio e la vendita, senza tralasciare le diverse tradizioni culturali ad esso legate.
La merceologia è infatti una scienza interdisciplinare, come già si capisce osservando come di solito siano dei chimici a insegnarla nelle facoltà di Economia e Commercio.
Essa permette di valutare una merce non soltanto da un punto di vista composizionale ma anche economico, storico, tossicologico e, più in generale, culturale... |