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Non passa giorno che in qualche parte del pianeta non esca fuori una nuova leggenda metropolitana. |
Gli autori Paolo Toselli è responsabile del Centro per la Raccolta delle Voci e delle Leggende Contemporanee (CeRaVoLC). È un’autorità riconosciuta nel campo e al suo attivo ha numerosi articoli e libri tra cui 11 Settembre. Leggende di guerra (Avverbi) e Storie di ordinaria falsità (Bur). Stefano Bagnasco è laureato in Fisica e lavora presso l’Istituto Nazionale di Fisica nucleare. È tra gli esponenti più attivi della sezione piemontese del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (Cicap). Tra gli altri autori vanno citati Cesare Bermani, storico e studioso della Resistenza, Jean-Bruno Renard, professore ordinario di Sociologia all’Università di Montpellier (Francia), Danilo Arona, autore di numerosi romanzi e saggi sull’immaginario collettivo, Lorenzo Montali, psicologo presso l’Università Milano-Bicocca, Paolo Attivissimo, divulgatore informatico e Laura Bonato, antropologa presso l’Università di Torino. |
Dall’Introduzione
Una volta c’erano le leggende. Narravano di fatti eccezionali, delle gesta di eroi, di esseri fantastici, di amori e tradimenti. Oggi, nell’era di Internet, della tecnologia e delle comunicazioni di massa, le leggende sono quanto mai vive e continuano a intromettersi nella vita di tutti i giorni. Quante volte ci siamo sentiti raccontare di un lontano cugino che una sera, dopo aver riaccompagnato a casa una ragazza da una festa, scopre che la giovane era in realtà morta molti anni prima? O la raccapricciante storia del gigantesco pesce siluro che emerge dalle acque di un fiume e si mangia un bambino che sta facendo il bagno? O che un misterioso arabo, per ringraziare di una gentilezza ricevuta, consiglia di stare alla larga dalla metropolitana di Milano in una certa data? Le chiamano in molti modi: urban legends, leggende metropolitane, miti moderni, leggende contemporanee. Le studiano in tanti: psicologi, antropologi, sociologi, storici. Eppure restano un fenomeno pieno di mistero. A cosa servono dei racconti che viaggiano col più antico sistema di comunicazione, il passaparola, ma non disdegnano quelli più recenti, ad esempio Internet, e che vengono creduti veri, anche se molte volte si rivelano infondati? Perché esistono queste narrazioni, espressione del pensiero simbolico e del folklore contemporaneo? Pregiudizi, paure, eventi a cui non sappiamo dare un significato, ma anche celate aspettative, fanno da sfondo a queste storie, sempre più spesso promosse dai media al ruolo di notizie. In una recente intervista, uno tra i maggiori esperti di leggende contemporanee, lo statunitense Jan Harold Brunvand, ha dichiarato: Quando ho iniziato a insegnare, ho notato che i miei studenti pensavano che il folklore fosse una cosa che riguardava solo i loro nonni o che esisteva nei tempi passati solo nei paesini di montagna o in piccole cittadine. Allora ho cominciato a pensare che dovessero capire che il folklore esiste anche oggi e che fa parte della loro vita. Così ho iniziato a chiedere loro che tipo di storie conoscevano, dove le avevano lette, se le avevano sentite raccontare da amici. Le risposte che ottenevo erano gli esempi del folklore moderno. Ho iniziato a raccogliere queste storie in un archivio e ho realizzato che molta gente conosceva queste storie ma non le riconosceva come folklore. Fu così che nel giugno 1980 Brunvand pubblicò un articolo sulla rivista Psychology Today intitolato “Leggende urbane: il folklore odierno”. Un testo che può considerarsi il fondatore di un genere, in quanto fornì agli specialisti in scienze umane un nuovo oggetto di studio e allo stesso tempo una definizione semplice che sarebbe divenuta negli anni a seguire sempre più di uso comune. In Italia l’interesse per l’argomento si è attivato qualche anno dopo, ma ora finalmente ha raggiunto il dovuto riconoscimento. Lo dimostra, tra l’altro, il notevole successo ottenuto dal primo convegno sulle “Contaminazioni: voci, bufale e leggende metropolitane nell’era di Internet”, organizzato a Torino nel novembre 2004 dal CeRaVoLC (Centro Raccolta Voci e Leggende Contemporaneee) e dal gruppo regionale Piemonte del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). Per la prima volta è stata data la possibilità ai maggiori esperti del settore, non solo italiani ma anche europei, di riunirsi assieme agli appassionati. La manifestazione ha avuto pertanto una natura molteplice: convegno scientifico in cui presentare i risultati delle proprie ricerche e incontrarsi con altri ricercatori, convention di appassionati ed evento divulgativo per il pubblico. Questo libro, grazie alla disponibilità dei partecipanti, raccoglie tutti i contributi presentati nel corso del convegno. Ogni autore, sulla base della propria esperienza e specializzazione ha affrontato, attraverso l’analisi delle leggende metropolitane, le voci infondate, gli aneddoti di più recente diffusione, i diversi aspetti del problema. L’insieme dei vari contributi ha fornito così un quadro completo delle tematiche affrontate, e anche per questo il presente saggio si differenzia e rappresenta una novità rispetto a quanto sinora pubblicato nel nostro Paese. È stato qui volutamente mantenuto il tono discorsivo di molti testi in quanto insito negli interventi effettuati dai relatori nel corso del convegno (ad eccezione dei contributi a firma di Fabbri, Pannofino, Lo Cascio e Pace, che derivano dalla sezione poster). Così come per i testi delle leggende che, quando ripresi da Internet o da racconti orali, sono stati riportati quanto possibile nella loro forma originale e dunque anche con qualche passaggio sgrammaticato. Nelle prossime pagine verranno usati indistintamente i termini leggenda metropolitana, urbana, contemporanea, anche se gli studiosi preferiscono quest’ultimo, mentre il primo è quello più diffuso nel linguaggio comune. Non è tanto la terminologia ad essere importante, ma quello che si vuol definire, ovvero una narrazione dai contenuti verosimili nata da una discussione collettiva e riferita come fatto realmente accaduto. La leggenda contemporanea trae spunto di norma dalle nostre paure e angosce, ma anche dai nostri desideri. Sovente contiene una morale. Non è quasi mai rintracciabile la fonte primaria né il protagonista della storia, che resta nell’anonimato. Di solito vive a lungo, trasformandosi attraverso numerose varianti collocate anche in luoghi geografici diversi (nazioni, continenti). Le tematiche più frequenti o i problemi che ne sono alla base sono le nuove tecnologie, lo straniero, l’altro, il diverso, la violenza urbana, la natura selvaggia, il cambiamento delle abitudini e dei costumi, e, in minima parte, il sovrannaturale. […] |
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