Frodi, miti e misteri
Scienza e pseudoscienza in Archeologia

di Kenneth L. Feder

Pagg. 432
Euro 14




 

Quali sono le origini delle migrazioni precolombiane e da dove arriva l’enigmatica civiltà dei Costruttori di tumuli in Nord America, per lungo tempo sottovalutata in nome di un malinteso eurocentrismo? Chi ha scoperto “davvero” l’America: Cristoforo Colombo, i vichinghi, i celti, i cinesi, gli africani o una delle dodici Tribù perdute d’Israele? I libri dedicati alla cosiddetta archeologia misteriosa affollano gli scaffali delle librerie e non c’è quasi giorno che nuove, audaci ipotesi non si affaccino dalle pagine dei giornali o delle riviste sui buchi neri del nostro passato ancestrale. Ma quanto c’è di vero in queste stuzzicanti supposizioni? Quanto di scientificamente provato e quanto di falso? Orientarsi e selezionare il grano dal loglio non è facile, anche perché la merce buona è mescolata con quella fasulla e la polarizzazione tra sostenitori entusiasti e scettici ad oltranza lascia poco spazio per meditate prese di posizione.
Il libro si propone di fornire al lettore curioso una guida critica ma non preconcetta al mondo dell’archeologia: fornendogli gli strumenti metodologici indispensabili per separare gli spari nel buio della pseudoscienza dalle reali – e spesso ancor più stupefacenti – scoperte dei veri detective del nostro passato.
L’autore Kenneth L. Feder è docente dal 1977 alla Central Connecticut State University a New Britain, dove è attualmente titolare di cattedra. Specializzato in archeologia delle popolazioni del New England, è autore di molte opere di divulgazione, tra le quali questo libro giunto negli Stati Uniti alla quinta edizione.


L'autore

Kenneth L. Feder è docente dal 1977 alla Central Connecticut State University a New Britain, dove è attualmente titolare di cattedra. Specializzato in archeologia delle popolazioni del New England, è autore di molte opere di divulgazione, tra le quali questo libro giunto negli Stati Uniti alla quinta edizione.


Dalla Prefazione
Frodi, miti e presunti misteri sul passato dell’umanità sono bersagli mobili per quanti si dedicano alla ricerca scientifica di antichi reperti. Liquidati in un sito, spuntano all’improvviso in un altro sotto spoglie diverse. Per esempio i creazionisti, disposti a credere che orme di giganti umani non possano trovarsi nello stesso livello stratigrafico assieme a orme di dinosauri, seguiteranno a credere nella possibilità di scoprire un pezzo dell’Arca di Noè. Gli aficionados di Atlantide potranno anche accettare che la ricerca geologica sul fondo dell’Atlantico escluda la presenza, in quei fondali, di un continente sommerso, ma sosterranno che esistono mura imponenti, strutture e strade nelle profondità del Mar dei Caraibi. Quando i test archeologici non trovano conferma all’ipotesi di un’antica presenza europea nel New England, archeologi improvvisati dichiareranno che proprio la mancanza di una evidenza fisica convalida tale presenza; la spiegazione, secondo loro, è che quei siti sono stati puliti secondo un preciso rituale. Di conseguenza, gli archeologi debbono continuamente rispondere a nuove frodi, nuovi miti e misteri (o magari anche vecchi, ma confezionati in maniera diversa). Lo scopo principale di questo libro non è tuttavia quello di “smascherare” una serie di affermazioni sull’antica umanità non supportate da fatti. La sua utilità risiede piuttosto nell’uso di interessanti e spesso divertenti frodi archeologiche, miti e misteri per mostrare come, attraverso il metodo scientifico, si possa veramente arrivare a conoscere quanto è accaduto nel passato. cosa c’è di nuovo Per rispondere all’esigenza di continuo aggiornamento, in questa edizione sono state inserite alcune nuove sezioni.

Le domande più frequenti
Sin dal 1978 ho tenuto un corso sugli argomenti discussi in questo libro. Una generazione di studenti mi ha posto domande sulle questioni più importanti qui trattate. Per affrontare queste problematiche, ogni capitolo ha una sezione dedicata alle “Domande più frequenti”, seguita da una breve discussione.

Il meglio sul web
L’avvento di Internet ha provocato un’esplosione di frodi, miti e misteri in archeologia. Il web – informale, non controllato, non filtrato, a ruota libera – ha consentito un’ampia diffusione di informazioni sul passato dell’umanità. Ma queste stesse caratteristiche comportano che, con la stessa celerità, possano essere diffuse false interpretazioni a un numero sempre maggiore di persone. Una diceria sulla scoperta dell’Arca di Noè o sul recupero di cadaveri extraterrestri nelle piramidi egizie, può apparire sugli schermi di tutto il mondo praticamente nello stesso istante in cui viene fabbricata. Storie incredibili sul passato dell’uomo non hanno più bisogno di passa-parola o di editori senza scrupoli per essere diffuse: chiunque possieda un computer, un modem e un provider Internet può urlare al mondo intero tutte le sciocchezze che vuole. La buona notizia è che anche gli archeologi possono urlare le loro risposte. Esistono molti siti web che presentano le autentiche scoperte archeologiche e alcuni replicano in maniera esplicita alle sciocchezze che perseguitano la nostra disciplina. Ogni capitolo di questo libro offre “Il meglio sul web”: una selezione di siti (con relativo indirizzo Internet) scelti da musei, archeologi (dilettanti e professionisti) e istituti universitari. Se cercate il bizzarro, l’assurdo o l’improbabile, non cercateli su questa lista. Questi siti sono stati creati da persone che conducono ricerche sul campo, analizzano luoghi e manufatti e sono impegnati nell’interpretazione scientifica del nostro passato.

Esercizi di ragionamento critico
Ogni capitolo fornisce anche un certo numero di “Esercizi di ragionamento critico”, grazie ai quali cerco di indurre il lettore ad applicare il metodo e il ragionamento scientifico alle questioni sollevate dagli specifici temi affrontati nel capitolo. Le domande permettono di verificare la comprensione dei concetti principali.

Test di realtà
Come può fare un lettore a verificare la veridicità di qualunque incredibile affermazione diffusa dai mezzi di informazione di massa? Per favorire questa operazione, ho elencato una serie di interrogativi utili per valutare la credibilità delle varie notizie.

• Qual è l’origine di una particolare dichiarazione o scoperta? Proviene dall’articolo di un giornale accreditato da scienziati esperti in quel campo specifico? La storia appare su una rivista seria, a vasta diffusione, che annovera tra i suoi collaboratori degli scienziati? O su un articolo scritto da un giornalista esperto in divulgazione scientifica? È stata diffusa da un telegiornale o una serie televisiva prodotti da una rete nazionale o da una qualche organizzazione che poggia su basi scientifiche? Queste sono tutte fonti di cui possiamo fidarci; sono mezzi di informazione che vagliano i fatti e applicano il metodo scientifico. Può darsi invece che la notizia provenga da un sito web anonimo o da un gruppo affiliato a qualche organizzazione politica o religiosa. In questi casi non possiamo nutrire altrettanta fiducia.
• Chi conferma la verità della notizia? Uno scienziato professionista? Si tratta di un archeologo, di un antropologo o di uno storico? È bene ricordare che uno scienziato non esperto nel campo specifico non è preparato a verificare una scoperta archeologica o a darne un’interpretazione. Anche scienziati specializzati in archeologia, antropologia o storia possono commettere errori, ma sempre meno di chi non ha una competenza specifica in questi campi.
• L’analisi della notizia usa le procedure del metodo scientifico? Le ipotesi si basano sull’osservazione e sono confermate da una documentazione oggettiva? È stato applicato il Rasoio di Occam? Chi propone una qualche interpretazione, sostiene forse che è il risultato di una rivelazione o di una intuizione? Rinvia a “tempi più maturi” le prove di quel che dice?
• Sono stati consultati altri esperti? E come hanno reagito? Ci sono altri scienziati convinti della notizia? Ne esistono altri che invece si dichiarano incerti o scettici, ma comunque interessati? Ve ne sono infine altri ancora convinti che l’affermazione è infondata? Si è tenuto conto di altri punti di vista o di altre interpretazioni? È sempre un errore accettare l’autorità di uno scienziato solo perché ha una laurea o insegna in qualche università prestigiosa. Quando alcuni ricercatori professionisti che lavorano in quel campo sono scettici è buona norma condividere quell’atteggiamento, almeno fino a quando non vengono fornite nuove prove che confermino la validità della notizia.
• La documentazione presentata è sufficiente a dimostrare la verità di quanto asserito? Oppure permangono gli stessi dubbi che avevano accompagnato la nascita della notizia?

Per analizzare le nuove idee sul passato dell’umanità è buona norma usare la stessa attenzione che si avrebbe quando acquistiamo una vettura usata. Il nostro pensiero razionale conta, ma lo scetticismo per affermazioni non sostenute da una seria documentazione è di rigore.