|
![]() |
Undicesimo: non desiderare l'idea d'altri di Pierluigi Morosini Aforismi e brevi riflessioni Pagg. 200 Euro 5,17 |
"I miracoli provano che Dio crede più nella terapia che nella prevenzione"
|
L' autore È nato a Milano nel 1941. Si è laureato in Medicina
e Chirurgia specializzandosi in epidemiologia delle malattie non infettive.
È stato docente di Statistica medica e Biometria all'Università di Milano
dal 1970 al 1980. Dal 1981 è direttore di ricerca presso il Laboratorio
di Epidemiologia e Biostatistica dell'Istituto Superiore di Sanità, dove
dirige il Reparto di Valutazione dei Servizi Sanitari. Professionalmente
si occupa di epidemiologia dei disturbi mentali, di promozione della salute
mentale e di valutazione e miglioramento di qualità dei servizi sanitari,
specie in campo psichiatrico e geriatrico. Ha pubblicato oltre centocinquanta lavori su riviste scientifiche nazionali e internazionali e i seguenti libri: - VADO - Valutazione di Abilità e Definizione di Obiettivi. Un manuale per la riabilitazione psichiatrica, Edizioni Erickson, Trento, 1998 (in collaborazione). - Manuale di accreditamento per le strutture sanitarie per anziani non autosufficienti, Edizioni Vega, Treviso, 1999 (in collaborazione). - Enciclopedia della Gestione del Miglioramento Continuo di Qualità in Sanità, Centro Scientifico Editore, Torino, prima edizione 1999, seconda edizione 2000 (in collaborazione). - Griglie di Valutazione in Sanità, Centro Scientifico Editore, Torino, 2000. - Qualità dei dipartimenti di salute mentale, Il Pensiero Scientifico, Roma, 2000 (in collaborazione). È con Marco Marchi autore delle "Frasi del tubo", gioco di creazione di frasi, in particolare di quelle retoriche di gergo politico. Ha pubblicato su Quaderni Radicali due proposte un po' pazze ma non troppo di riforma politico-sociale: "La democrazia randomizzata", e "La tribù artificiale". È anche autore di un confronto laico tra Vangelo e Corano di prossima pubblicazione. Gli piacciono la chiarezza, la semplicità conquistata, gli alberi, le erbe, il cercare i funghi, lo sforzo per sbagliare meno, Epitteto, Montaigne, Diderot, Bertrand Russell, Albert Ellis e Aaron Beck, Woody Allen, Paul Kurtz, Piero Angela, i poeti greci tradotti da Salvatore Quasimodo e i poeti della dinastia Tang. Dialoga molto con un Dio in cui non crede. |
Le prime righe del libro A volte diciamo a noi stessi che tutto quello che poteva
essere detto è ormai stato detto. Ma poi si sente qualcuno che dice sì
la stessa cosa, ma è una cosa nuova. (Elias Canetti) Un aforisma non è
una verità. È una mezza verità o una verità e mezza. (Karl Kraus) Chi
è convinto di qualche verità non deve temere di dirla anche se è già stata
detta. Ogni idea è nuova se espressa in modo personale. (Luc de Vauvenargues)
Gli aforismi sono tali se sorprendono e colpiscono l'attenzione e sono
utili se fanno riflettere e ci portano a precisare le condizioni e i limiti
del nostro assenso/dissenso. Si dovrebbe considerare uno scrittore come
un potenziale malfattore che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione
o la grazia: così forse si riuscirebbe a contrastare il dilagare dei libri.
(Friedrich Nietzsche) Scrivere un aforisma per chi lo sa fare è spesso
difficile. È molto più facile per chi non lo sa fare. (Karl Kraus) Non
mi piace la parola aforisma, ma non so come chiamare meglio le riflessioni
che ho appuntato negli ultimi venti anni in forma di brevi note. La maggior
parte riguardano la psicologia umana e in particolare: le sue peculiarità
e i suoi difetti, le critiche ad alcune scuole di psicoterapia, e gli
insegnamenti derivanti dalla mia esperienza diretta, dagli approcci psicoterapeutici
cognitivo-comportamentali e da vari scrittori "saggi". Sono numerosi anche
gli aforismi dedicati alla religione, all'etica, alla scienza e alla politica,
alcuni di questi ultimi non più del tutto attuali in quanto scritti in
una situazione politica precedente al periodo di Mani pulite. Nel complesso
questi aforismi riflettono chiaramente il mio modo di pensare basato su
tre antipatie, o meglio forti dissensi: quelli per la psicoanalisi freudiana,
per il marxismo-leninismo e per ogni forma di fondamentalismo religioso
e di superstizione, e su tre simpatie, o meglio forti e motivati apprezzamenti
intellettuali: quelli per l'approccio scientifico occidentale, per le
psicoterapie cognitivo-comportamentali e per un sistema politico di socialismo
liberale basato su regole che premino i comportamenti desiderabili a fini
di progresso economico e di utilità sociale e che riducano al minimo corporativismi
e clientelismi. Gli aforismi sono raggruppati per temi, come risulta dall'indice.
Al primo posto ne ho mesi alcuni sul linguaggio perché anch'io penso che
uno dei più grandi problemi che ha afflitto e che verosimilmente continuerà
ad affliggere l'umanità è rappresentato dalla scarsa chiarezza, dalla
prolissità, dalla inutile e antidemocratica e corporativa gergalità e
dall'illusione che a espressioni difficili e specialistiche corrisponda
un pensiero profondo. Ogni capitolo è introdotto da citazioni di aforismi
altrui che ho trascritto nel corso degli anni, scelti tra quelli che mi
sono sembrati meno noti e banali. Una ventina sono presi dalla bella raccolta
di aforismi di Federico Roncoroni, Il libro degli aforismi, Mondadori,
Milano, 1989. Al termine della parte dedicata agli aforismi, riporto in
un'appendice alcuni miei scritti che in realtà non sono aforismi, più
che altro perché non vadano persi. Sono: alcune mie estensioni della legge
di Murphy; un divertimento ispirato dalla sezione Faq (Frequently Asked
Questions) dei siti Internet, in cui immagino il contenuto che potrebbe
avere una sezione di questo tipo in un sito dedicato al Dio personale
della tradizione ebraico-cristiano-musulmana; il modo più agevole possibile,
che mi sembra di essere stato il primo a formulare, per individuare le
varie fasi della luna sfortunatamente valido solo per chi parla l'italiano;
i testi di alcune canzoni che illustrano i concetti fondamentali della
psicoterapia razionale-emotiva di Albert Ellis, da cantare sull'aria delle
goliardiche "Osterie". |
![]() |
|
A caccia di E.T. di Mario Menichella La ricerca di vita e intelligenza nello spazio prefazione di Margherita Hack Pagg. 350 Euro 14,00 |
SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence)
è l'acronimo con cui gli scienziati indicano gli esperimenti finalizzati
alla ricerca di esseri intelligenti nelle profondità dell'universo. Si
tratta di una vera e propria "caccia agli alieni" iniziata nel 1960 dall'astronomo
Frank Drake, un'impresa che da quarant'anni vede impegnati alcuni dei
maggiori radiotelescopi del mondo e a cui si aggiunge ora una nutrita
schiera di telescopi ottici e di piccoli strumenti amatoriali. Quali segnali
si stanno cercando? Quante possibilità ci sono di rilevarne qualcuno?
E se un giorno fosse captato l'atteso segnale, che cosa si dovrebbe fare?
Il libro affronta i temi legati all'affascinante ricerca di eventuali
civiltà tecnologiche presenti nella Via Lattea o nelle galassie esterne.
Il risultato è un'accurata panoramica sullo stato attuale delle conoscenze
scientifiche, nel tentativo di trovare la risposta a uno dei maggiori
quesiti esistenziali dell'uomo: siamo davvero soli nell'universo? |
L' autore Mario Menichella, astrofisico e divulgatore scientifico,
è nato a Napoli nel 1970. Dopo la laurea ha svolto attività di ricerca
presso l'Università di Pisa e ha frequentato il Master in Comunicazione
della Scienza organizzato dalla Sissa di Trieste. In campo astronomico, oltre a collaborare con riviste italiane e straniere, è autore del libro Viaggi interstellari (Cuen, 1999). |
Motivazioni d'acquisto Si tratta di un testo estremamente aggiornato e documentato
che interesserà sia gli appassionati di astronomia che i "patiti" dei
contatti con gli alieni. |
Le prime righe del libro Riusciremo mai a rispondere alle domande: siamo soli
nell'universo? Esistono altre "Terre" abitate da altre intelligenze? O
almeno esistono altre forme di vita, anche le più semplici, su altri corpi
del Sistema Solare? Nel secolo appena trascorso le nostre conoscenze sull'universo
si sono più che centuplicate. Quali saranno i progressi della scienza
e della tecnologia nei prossimi due o tre secoli o fra un millennio? Riusciremo
a superare le spaventose distanze che ci separano dalle altre stelle e
dagli altri sistemi planetari? Queste domande se le ponevano già gli antichi
filosofi greci. Giordano Bruno era certo dell'esistenza di altri mondi
e altre civiltà, e per questa "eresia" fu mandato al rogo il 17 febbraio
1600. Alla fine del diciannovesimo secolo si era quasi certi che una civiltà
con avanzate competenze di ingegneria abitasse su Marte. All'inizio del
ventesimo secolo si pensava che i sistemi planetari fossero un caso eccezionale,
ma alla fine del secolo si sono cominciati a scoprire i primi pianeti
extrasolari. Nel febbraio 1995 un famoso planetologo, Benjamin Zuckerman
dell'Università della California, scriveva: "I nostri mezzi oggi ci permettono
di scoprire pianeti grossi come Giove in orbita attorno a stelle vicino
a noi. Poiché finora non ne abbiamo scoperto nessuno, essi devono essere
molto rari". Pochi mesi dopo, nel settembre 1995 due astronomi svizzeri,
Michel Mayor e Didier Queloz, annunciavano la scoperta del primo pianeta
extrasolare in orbita intorno a una stella simile al Sole, 51 Pegasi.
Era un pianeta di massa paragonabile a quella di Giove ma orbitante vicinissimo
al proprio Sole, a una distanza pari a circa un ottavo di quella di Mercurio
dal Sole. Dal 1995 ad oggi il numero dei pianeti extrasolari è salito
a un centinaio e il loro numero cresce quasi di settimana in settimana.
Sono tutti pianeti grossi, per lo più vicini alla loro stella, inadatti
alla vita, ma se non abbiamo ancora scoperto delle "Terre", questo dipende
dall'inadeguatezza dei nostri mezzi, un'inadeguatezza che sarà superata
nei prossimi anni. In questo libro, l'autore illustra con competenza scientifica
e un linguaggio semplice e scorrevole gli innumerevoli problemi connessi
alla ricerca di intelligenze extraterrestri. Discute la caratteristica
degli strumenti impiegati oggi e quelli avveniristici in progetto per
il prossimo decennio, le caratteristiche che dovrebbero avere i pianeti
adatti alla vita, ma anche che cosa vuol dire "vita" e che cosa significa
"intelligenza". Altri esseri sulla Terra sono dotati d'intelligenza, dai
delfini alle scimmie, dai pappagalli ai polipi. Cosa distingue il nostro
cervello dal loro, dove risiede la struttura che fa la differenza tra
la nostra e la loro intelligenza? Ha senso immaginare altre forme di vita
intelligente completamente diverse dalla nostra? Che per esempio non siano
basate sulla chimica del carbonio e sulla presenza di acqua liquida? È
possibile stimare quante civiltà possono esistere nella Galassia? Tutti
questi argomenti sono trattati dettagliatamente e discussi, tenendo conto
del punto di vista dei pessimisti, che ritengono la vita il risultato
di coincidenze straordinarie e irripetibili, e degli ottimisti, i quali
ritengono che, ogni qualvolta ci siano le condizioni fisiche e chimiche
favorevoli, la vita si sviluppi ed evolva dalle forme più semplici a quelle
più complesse. La lettura di questo libro farà capire quanto siamo isolati
nello spazio, come sia difficile un ipotetico dialogo con gli abitanti
di un ipotetico pianeta orbitante attorno a una stella "vicina" al Sole,
quale per esempio 51 Pegasi, ad appena cinquanta anni luce da noi. Un
nostro messaggio radio impiegherebbe cinquant'anni a raggiungerli e la
loro risposta arriverebbe dopo altri cinquant'anni. Un dialogo più realistico
potremmo averlo con Alfa Centauri che è a soli 4,3 anni luce. Ma è improbabile
che Alfa Centauri abbia dei pianeti abitabili. Infatti essa è un sistema
composto da due stelle molto vicine fra loro, Alfa Centauri A e Alfa Centauri
B, e da una terza un po' più distaccata che è anche la più vicina a noi,
Proxima Centauri. Gli eventuali pianeti sottoposti all'attrazione gravitazionale
delle tre stelle avrebbero delle orbite molto complicate che li assoggetterebbero
a variazioni di temperatura insopportabili da qualunque essere vivente.
Per ora, quindi, restiamo immersi in un universo che non ci invia segnali
intelligenti, ma ci rivela soltanto le sue proprietà fisiche, chimiche
e dinamiche attraverso le radiazioni elettromagnetiche emesse da stelle
e galassie, e da quella radiazione diffusa che permea tutto lo spazio
e che ci mostra l'aspetto dell'universo primordiale. |
![]() |
|