Vangelo e Corano

Analogie, differenze e diverse difficoltà nel credere

di Pierluigi Morosini

Pagg. 176 Euro 6,20



Una lettura incrociata del Vangelo di Matteo e del Corano realizzata da un punto di vista laico e sostanzialmente scettico, anche se consapevole del valore del messaggio cristiano e islamico. Un confronto non pianificato a priori ma una inevitabile scelta di metodo per poter affrontare i temi caldi del risveglio della religiosità e dello sviluppo di preoccupanti fondamentalismi. Come ha scritto l'autore nella dedica al libro l'obiettivo è portare ad avere una fede più libera, meno irreggimentata e anche, perché no, più tormentata. È questa la sola forma di fede che dovrebbe essere compensata dal Dio che vorrei.

L' autore

Pierluigi Morosini è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e didattiche. Per Avverbi ha pubblicato la raccolta di aforismi Undicesimo: non desiderare l'idea d'altri. Dialoga molto con un Dio in cui non crede, e ancora non ha deciso se pentirsi o essere orgoglioso di non credere.

Le prime righe del libro

La funzione sociale e politica delle religioni si è ripresentata con straordinaria forza ovunque, sebbene in forme spesso anche radicalmente diverse: dai movimenti restaurativi cattolici a quelli che vedono nell'Islam una forza di difesa e promozione dei diritti dei popoli poveri di tradizione islamica, alla straordinaria fioritura di movimenti e di cosiddette sette, dall'America del Nord e del Sud fino ai territori dell'ex Unione Sovietica ed ex comunisti in genere. Di fronte a questi complessi fenomeni le reazioni sono molto diverse. Proprio per questo, questo libro suscita interesse perché è sintomo di un modo particolare di reagire che mi sembra irrinunciabile oggi per le persone colte.
L'autore non è uno specialista di storia delle religioni o di teologia, ma un ricercatore di vasta responsabilità scientifica, che però ha al suo attivo una formazione culturale umanistica ampia e profonda. Con questo libro egli cerca di prendere posizione personale di fronte ai fondatori delle due religioni maggiormente presenti in Italia, Gesù e Mohammed, così come sono attingibili rispettivamente nel Vangelo di Matteo e nel Corano. Si tratta, mi sembra di un atto di responsabilità civile. Ai miei occhi, anzi, il valore principale del libro sta nel porci di fronte ad un dovere che a tutti sta di fronte: quello di prendere posizione esplicita circa il valore delle proposte umane che le religioni ci fanno. Ma, per non anticipare troppo la mia conclusione, comincerò con alcune osservazioni che forse saranno utili al lettore. Di fronte a tendenze cattoliche e islamiche che intendono occupare spazi civili e politici in Italia partendo da posizioni integraliste, sembra inevitabile che finalmente un certo numero di persone torni ad interrogare i testi fondamentali delle religioni per vedere se sia possibile organizzare la vita dei singoli, quella associata e i rapporti tra credenti e non credenti, sui principi che essi sostengono.
Ovviamente queste domande vanno poste tenendo conto che queste religioni intendono occupare spazi in una società che vorremmo pluralista, all'interno di un assetto che distingue Stato e Chiese, all'interno di una cultura capace di distinguere ragione da fede, e che assegna alla ragione un compito critico ineliminabile.
L'interrogazione di Morosini, a mio avviso, ha una caratteristica importante: è diretta. Dico che è diretta perché egli si pone di fronte al Vangelo di Matteo e al Corano per decidere se i valori che essi propongono sono accettabili o meno e lo fa sulla base di una profonda cultura civile e umanistica che ha appunto le caratteristiche appena esposte (pluralismo, distinzione tra Stato e Chiesa, tra ragione e fede, funzione critica della ragione).
Bisogna dirlo chiaramente: è un atteggiamento apprezzabile. Un uomo di cultura ha il diritto e anzi il dovere di porre domande ai testi religiosi sulla base delle proprie convinzioni e ha il diritto di giudicare questi testi per vedere se essi realmente contengono valori accettabili e fino a che punto. La presenza poi di diverse religioni dovrebbe obbligare a porre domande a tutte le religioni presenti senza presupporre una tradizionale riverenza per l'una o una tradizionale diffidenza per l'altra, atteggiamenti non degni di un esame razionale.
Nel suo sforzo, l'autore salta la mediazione della ricerca specialistica storico-religiosa e teologica, anche se il suo confronto con la bibliografia citata esplicitamente è profonda e anche se l'autore ha una conoscenza molto più vasta della tradizione degli studi di quanto non voglia far apparire per non snaturare il carattere di questo scritto che sta tutto nella brevità e nella essenzialità della domanda e della risposta. Non dimentichiamo poi che il libro è nato come uno strumento di comunicazione personale con un familiare.
Uno specialista di esegesi neotestamentaria o coranica (io lo sono nel primo caso, ma non nel secondo) conosce una quantità di questioni che la ricerca degli ultimi due secoli ha continuamente riproposto e che potrebbero utilmente essere poste in gioco qui per dialettizzare, modificare, negare o approvare le domande e le soluzioni che il libro ci presenta. Sono certo che gli esegeti avranno molte critiche da sollevare, esattamente come farebbe uno psichiatra di grande esperienza scientifica di fronte ad un libro di un teologo che volesse giudicare il modo con cui la psichiatria ufficiale tratta oggi i malati in Italia. Ma quello che il teologo o lo specialista non debbono dimenticare è che il libro ha un pregio e un vantaggio tutto particolare: quello di affermare il diritto/dovere che ogni persona ha di prendere una posizione, insostituibilmente personale, di fronte alle proposte delle religioni. Il libro pone domande che, per lo più vengono evitate dai credenti (sottolineo questo per lo più perché sta ad indicare una caratteristica diffusa tra la maggioranza). Il credente dà normalmente per scontato che tutto quanto è scritto nei testi che egli considera sacri è valido, è da credere, è da applicare nella vita. Il credente medio è raramente capace di quell'interrogazione critica che sola può condurre alla dignità personale nelle scelte. D'altra parte anche i non credenti nella generalità rinunciano a porre domande essenziali e personali alle religioni e ai loro testi perché per lo più dipendono da una cultura anticlericale, parallela e contraria a quella integralista, nella quale è già dato a priori per assodato che i testi sacri delle religioni non abbiano validità e utilità personale, civile e politica. Non è il caso di Morosini che è alieno da un atteggiamento irreligioso o areligioso, che anzi esprime una religiosità personale. D'altra parte, il lettore si renderà conto che l'autore non affronta tematiche dogmatiche, ma prevalentemente quelle etiche e civili, generalmente umane. L'autore sa bene che il Gesù di Matteo non è il Gesù storico, ma consapevolmente decide di supporre (questo è il verbo che usa) che tutto quello che Gesù dice sia stato veramente detto da lui.
Questa scelta è molto importante e svela il senso dell'operazione intellettuale. Il Gesù che è presente nella nostra cultura è quello dei Vangeli canonici. È il Gesù di Matteo il Gesù che viene creduto, ascoltato e seguito e sono perciò le parole del Gesù di Matteo che vanno valutate. L'esegesi di oggi molte volte attribuisce alla chiesa primitiva determinate parole di Gesù, ad esempio l'esasperata polemica antifarisaica del Capitolo 23. Con ciò si intende differenziare Gesù da un certo atteggiamento antiebraico che è tipico della chiesa, portando i fedeli di oggi a prendere le distanze dall'antisemitismo recente e dei secoli passati. Morosini non segue questa strada, perché l'effetto storico di una religione sulla maggioranza di una popolazione sta nei suoi testi principali e solo pochi intellettuali possono smontarli attraverso una accurata esegesi.
A ben vedere il giudizio etico-umano sul testo attuale non è in contraddizione con la ricerca esegetica, perché è cosa diversa. Certo, una volta che si diffondesse l'abitudine a prendere sul serio il proprio diritto/dovere di misurarsi con i testi fondamenti delle religioni, sarebbe necessario che fosse maggiormente diffusa nella nostra cultura la produzione scientifica specialistica di tipo critico che ha anche molto spazio nei settori più aperti del cristianesimo, dell'ebraismo e dell'Islam. Ma mi sembra di capire che l'ondata di pubblicazioni seriamente scientifiche sulle religioni nelle case editrici italiane sia andata scemando negli ultimi anni, mentre alcuni editori famosi hanno dato recentemente spazio a pubblicazioni cattoliche di tendenza integralista.
Ho detto all'inizio che il libro è un sintomo o meglio che dà voce ad un'esigenza che sintomaticamente appare in modi diversi e a diversi livelli. Molte delle questioni qui sollevate appaiono anche negli studi specialistici. L'interrogazione su cosa sia valido oggi nella Bibbia e nel Corano ha dato luogo a qualche libro recentemente, penso ad esempio ad un saggio di Gerd Lüdemann sull'argomento, ma anche un libro di qualche anno fa di Gerd Theissen (Una fede critica) del resto ben diverso da quello di Lüdemann. Il giudizio dell'autore sui limiti della accettabilità del concetto di amore di Gesù potrebbe trovare un riscontro in uno studio di Guy Stroumsa, uno studioso dell'Università di Gerusalemme che esamina criticamente il concetto dell'amore cristiano.
Del resto anche in campo ebraico, sebbene nel settore dell'ebraismo riformato, possono uscire studi critici, come quello sulla circoncisione del rabbino Larry Hoffman dello Hebrew Union College. E il recente dibattito tra Hammadi Redissi dell'Università di Tunisi e un musulmano conservatore (pubblicato su Annali di Storia dell'Esegesi) mostra come l'interrogazione sui testi sacri e sulle tradizioni religiose sia un fenomeno trasversale che può manifestarsi - come in questo libro - con una doppia caratteristica: il desiderio di una presa di posizione personale intesa come compito civile irrinunciabile e, in secondo luogo, come un'interrogazione non irreligiosa né a-religiosa.

La stampa

"Nel libricino di Morosini, il confronto su questioni chiave -famiglia, diritti, ruolo delle donne, violenza- tra Vangelo e Corano avviene con la competenza e la distanza che servono a conoscere...".
(Carta novembre 2001)

Ne hanno parlato

Radio Rai Svizzera novembre 2001, Effe dicembre 2001, Il Segnalibro gennaio 2002, Carta novembre 2001, Rai Educational dicembre 2001.



EURO FALSI

Come difendersi

di Bruno Taralletto

Pagg. 128 Euro 6,20



L'arrivo imminente della nuova moneta unica, l'euro, che interesserà 300 milioni di cittadini europei, può costituire un'occasione irripetibile per i falsari e i truffatori per dar vita ad ingegnose stangate finanziarie. E i primi segnali si sono già manifestati. Il libro ripercorre le strade che nell¹intero corso della storia dell¹uomo hanno battuto i falsari, le loro avventure e le tecniche usate, fornendo gli elementi di base per non cadere nelle loro trappole quasi perfette, per saper distinguere tra denaro vero e falso, e in particolare tra euro genuino e quello artefatto dai falsari che sono già al lavoro.

L' autore

Bruno Taralletto, giornalista, è stato per molti anni inviato dell'agenzia Adnkronos. Ha diretto mensili e collaborato con numerose testate. Ha pubblicato: L'Italia che truffa, Il fisco demenziale, Il libro dei paradisi fiscali, Sedotti e bidonati, e L'Italia di Giubilei.

Le prime righe del libro

Mancano poche settimane all'e-day, il giorno in cui più di trecento milioni di cittadini europei, in dodici diversi Stati, saluteranno l'arrivo del 2002 tirando fuori dal portafoglio una stessa moneta. Si tratta di un'autentica rivoluzione monetaria, le cui dimensioni sono di portata unica nella storia dell'umanità. Basti dire che soltanto per ritirare le vecchie valute e avviarle al macero è stato previsto l'uso di 50mila Tir. Ma non si tratta soltanto di una mastodontica operazione di cambio (oltre 13 miliardi di sole banconote da sostituire) ma anche di un avvenimento di eccezionale valenza sul piano politico, economico, psicologico e sociale, destinato ad avere un fortissimo impatto sulla vita di tutti noi.
In questo libro si raccontano aspetti insoliti e bizzarre curiosità su questa eccezionale operazione monetaria, con un obiettivo ben preciso: fornire notizie utili per affrontare questo epocale cambiamento "con gli occhi bene aperti". E soprattutto, come recita il titolo, a non cadere nelle mani dei falsari.
Con l'arrivo della moneta unica europea, infatti, rischiamo di cadere in una trappola cognitiva, una sorta di blocco pratico-psicologico capace di suscitare una buona dose di timor panico. Noi italiani siamo poco abituati, infatti, a "pensare straniero" nè siamo attrezzati a ragionare in termini di centesimi, così come l'euro richiede. Per la verità, vittime dell'euro potranno essere anche i cittadini degli altri Paesi, se è vero che in Germania si è già creata una sorta di psicosi per l'addio al marco e in Francia si è scelta la strada pedagogico-informativa con spot e training divulgativi per i pensionati e gli assistenti sociali. Non escludendo peraltro che il supposto panico di essere schiacciati dall'evento non si risolva alla fine in una bolla di sapone, come è avvenuto il primo gennaio 2000 con il Millennium bug, quando i catastrofisti paventarono un blocco planetario dei computer, con incalcolabili disastri a catena. Vittime dell'euro, in ogni caso, potremo essere tutti, in relazione almeno ai prevedibili inganni e ai tentativi di truffe che affioreranno nelle settimane precedenti l'introduzione ufficiale della nuova moneta (con la messa in circolazione di tutte le rimanenze di "vecchie" banconote false) e soprattutto nei primi mesi del suo corso legale, i due momenti che sono stati individuati dagli esperti come i più critici.
Nelle pagine che seguono, dopo un rapido viaggio a ritroso nel tempo sulle orme del denaro falso e delle grandi e piccole falsificazioni, arriveremo all'euro, fornendo un piccolo vademecum per imparare a distinguere il denaro vero da quello falso ("il vero dal falso verde" come direbbe Quasimodo, il vero dal falso euro) e per evitare tutte le trappole o le semplici difficoltà operative che una "rivoluzione" di tale portata inevitabilmente determinerà.

La stampa

"La casa editrice romana ha pubblicato Euro falsi - Come difendersi. Un vero e proprio vademecum per riconoscere ed evitare truffe legate al changeover dalla lira all'euro".
(Milano Finanza ottobre 2001)

Ne hanno parlato

Il Messaggero 23 dicembre 2001, Il Tempo 12 novembre 2001, La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino 30 dicembre 2001, Milano Finanza 20 ottobre 2001, Radio 24 22 novembre 2001.



Investigatori dell'occulto



di Massimo Polidoro e Luigi Garlaschelli

pagg. 328 Euro 13.43



Dieci anni di indagini, verifiche, sperimentazioni, controlli e inchieste condotte direttamente dagli autori nel mondo del paranormale e dell'occulto in Italia. Polidoro e Garlaschelli sono stati protagonisti di decine di esperimenti con veggenti, medium, magneti umani, rabdomanti, guaritori, pranoterapeuti, astrologi e hanno investigato numerosi casi di poltergeist, infestazioni spiritiche, salite in discesa, cerchi nel grano, fuochi fatui… Come degli Sherlock Holmes dell'occulto, ogni volta sono riusciti a scoprire che, se si cerca a fondo, si scopre che anche l'impossibile… ha una spiegazione naturale. Una ricerca che ha permesso di scoprire molte cose poco note sulla natura e sul comportamento umano.

Gli autori

Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), psicologo e scrittore, è uno dei principali esperti internazionali nel campo dei fenomeni paranormali e dell'illusione.
Luigi Garlaschelli, chimico all'Università di Pavia e responsabile delle sperimentazioni del CICAP, si occupa da anni di presunti misteri ed è tra i principali esperti nel campo del "paranormale religioso".

Le prime righe del libro

Nell'ottobre del 1988, un ristretto numero di persone, provenienti da tutta Italia e legate da un interesse critico nei confronti dei fenomeni paranormali, si incontrò in un ristorante di Torino. Tra loro erano presenti il giornalista Piero Angela, organizzatore dell'incontro, il direttore del mensile l'Astronomia Corrado Lamberti, gli astrofisici Margherita Hack e Steno Ferluga, il neurologo Sergio Della Sala, gli studiosi Franco Ramaccini e Lorenzo Montali e uno degli autori di questo libro, Massimo Polidoro. L'incontro prendeva spunto da un'idea avuta una decina di anni prima da Piero Angela: la formazione di un comitato di esperti che indagasse e verificasse l'attendibilità dei tanti fenomeni paranormali e misteriosi di cui giornali e televisione si occupavano acriticamente da anni. L'organismo nato dall'incontro prese il nome di Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (cicap). Una sigla che deve la sua scelta anche all'assonanza con la parola inglese check-up, cioè controllo; ed era proprio un controllo, una verifica dello straordinario, ciò che il Cicap si proponeva. Fin dall'inizio, numerose personalità del mondo scientifico e culturale italiano aderirono all'iniziativa: membri onorari furono nominati i tre premi Nobel italiani Daniel Bovet, Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia. Nel ruolo di garanti scientifici furono designati Edoardo Amaldi (fisico, Università di Roma), Silvio Garattini (farmacologo, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano), Margherita Hack (astrofisica, Università di Trieste), Giuliano Toraldo di Francia (filosofo della scienza, Università di Firenze), Aldo Visalberghi (pedagogista, Università di Roma). Alla scomparsa del professor Amaldi, ad essi si aggiunse Tullio Regge (fisico, Politecnico di Torino). In un secondo momento si unirono al Comitato numerosi altri scienziati ed esperti, che sarebbero ben presto diventati dei veri capisaldi del Cicap: il fisico Adalberto Piazzoli, lo psicologo Riccardo Luccio, il tecnologo Claudio Marciano, l'esperto di elettronica Marco Morocutti, l'esperto di computer Marino Franzosi, l'esperta di organizzazioni Patrizia Caneparo e l'altro autore di questo libro, il chimico Luigi Garlaschelli. Per i mezzi di comunicazione, la nascita del Cicap segnò una svolta significativa nel modo di trattare gli argomenti relativi al paranormale e alle pseudoscienze. Ora non c'erano più soltanto maghi, astrologi e guaritori vari a vantare le proprie strabilianti facoltà: per la prima volta esisteva una sorta di "nucleo antisofisticazione", con il compito di indagare e verificare cosa ci fosse di reale nelle affermazioni sul paranormale. Il Cicap infatti riteneva, e ritiene tutt'ora, che la trattazione acritica degli argomenti relativi al paranormale sia profondamente diseducativa e contribuisca non soltanto a incoraggiare la già diffusa tendenza all'irrazionalità, ma anche a dare credibilità a coloro che da questa situazione traggono profitto. Il compito del Comitato è dunque, da ormai tredici anni, informare ed educare il pubblico su questi temi, allo scopo di favorire la diffusione di una mentalità aperta e critica e del metodo razionale e scientifico nell'analisi e nella soluzione dei problemi. Il Cicap conduce ogni anno numerose indagini, analisi, sperimentazioni, verifiche e ricerche storiche per fare luce sui misteri dell'occulto con la speranza - ormai molto tenue - di trovare un giorno un autentico fenomeno paranormale. Fino a oggi infatti, nonostante la proliferazione delle più improbabili teorie pseudoscientifiche, non esiste in realtà un solo fenomeno paranormale che sia stato dimostrato al di là di ogni dubbio, in condizioni di adeguato controllo scientifico. Del resto, ciò non fa che confermare gli studi che ormai dal 1882, data di fondazione della spr, la Società per la Ricerca Psichica inglese, hanno preso in esame in modo scientifico il presunto paranormale, senza incontrare fenomeni ripetibili o dimostrabili in maniera convincente. Come si spiega allora così tanto interesse verso queste tematiche? A cosa sono dovuti questi presunti fenomeni? È quanto cercheremo di scoprire nelle prossime pagine, prendendo in esame i casi più famosi (o più semplicemente curiosi o interessanti) affrontati dal Cicap negli ultimi tredici anni. Molte di queste indagini sono state pubblicate prima nel Bollettino del Cicap (1989-1992) e successivamente in Scienza & Paranormale (1993-2001). Per ovvi motivi di privacy e con l'esclusione di personaggi noti al grande pubblico, i nomi delle persone coinvolte nelle indagini sono stati modificati. Per quanti fossero interessati, la documentazione relativa ai casi è conservata presso gli archivi del Cicap, agli indirizzi riportati nella sezione "Per saperne di più". In questo libro scopriremo non soltanto le vere cause di fenomeni apparentemente misteriosi quali la passeggiata sui carboni ardenti, la mummificazione, le dimostrazioni dei fachiri, le salite in discesa, le influenze della Luna o i cerchi nel grano, ma anche i veri e propri trucchi che si nascondono dietro fenomeni come la psicocinesi, la levitazione, l'ipnosi da palcoscenico e le sedute spiritiche. Al termine di questo viaggio, saremo in grado di guardare con occhio più obiettivo i cosiddetti misteri che i media frequentemente riportano e, soprattutto, avremo probabilmente scoperto un aspetto nuovo e veramente affascinante del mondo che ci circonda.

Motivazioni d'acquisto

Il libro rivela per la prima volta in Italia notizie, segreti e trucchi del mondo del paranormale. Una caratteristica particolare è che non si tratta di un saggio "paludato", ma piuttosto di un singolare romanzo d'avventure.

La stampa

"… Investigatori dell'occulto. Dieci anni d'indagini sul paranormale dove (se non siete tra coloro che piangono quando gli rivelano che Babbo Natale non esiste) leggerete molte storie divertenti. Ma esito a parlare di divertimento... quando Rosemary Altea appare in televisione giocando sul dolore altrui e la cosa viene seguita da milioni e milioni di persone".
(L'Espresso 'Umberto Eco' gennaio 2002)

Ne hanno parlato

Ansa 26 settembre 2001, Venerdì di Repubblica dicembre 2001, La Stampa 19 dicembre 2001, L'Espresso 24 gennaio 2002, La Sette novembre 2001, Donna Moderna 3 gennaio 2002.