Antichi Astronauti

Dalle pile di Babilonia alle piste di Nazca

di William H. Stiebing Jr.

pagine 288

Euro 13,43



Modellini di aerei supersonici nell'America precolombiana, pile elettriche a Babilonia, cinture con borchie di alluminio in Cina, misteriose leghe metalliche in India. Sono interpretazioni visionarie o piuttosto la prova, sottovalutata dagli storici ufficiali, di antiche presenze aliene sul pianeta Terra? Le piste di Nazca nel deserto del Perù sono i resti di un antichissimo aeroporto frequentato da astronavi spaziali? Il rilievo Maya di Palenque, nello Yucatan, ritrae davvero un astronauta al suo posto di pilotaggio? È vero che la distruzione di Sodoma e Gomorra, riferita nella Bibbia, è stata provocata da un'esplosione nucleare? Una guida essenziale che offre elementi documentati a quanti desiderano formarsi una propria opinione su questi temi, utilizzando gli strumenti forniti dall'archeologia, la storia e l'antropologia.

L' autore

William H. Stiebing jr. è professore associato di Storia presso l'Università di New Orleans. Ha partecipato a spedizioni di ricerche e scavi in Giordania e Libano.

Le prime righe del libro

Da quasi mezzo secolo un'astronave staziona nei cieli del nostro passato. L'ufologia nasce ufficialmente nel maggio 1947 con il fatidico avvistamento di Kennet Arnold seguito il mese successivo dal famoso crash di Roswell, ma è stata necessaria ancora un'altra decina d'anni prima che si affacciasse l'ipotesi di un intervento dallo spazio esterno nello sviluppo dell'umanità. La data comunemente accettata per il primo "lancio" del fenomeno è il 1960, quando viene pubblicato in Francia il libro di Louis Pauwels e Jacques Bergier "Il mattino dei maghi" (Le matin des magiciens ) con le fantasiose scorribande nell'insolito della bizzarra coppia composta da un ex surrealista con inclinazioni occultistiche e uno scienziato dalle insolite curiosità. Il libro parla di molte cose: alchimia, nazismo magico, terra cava, misteri delle cattedrali, mummie tibetane e "angeli di Mons": ma una parte, fra l'altro neppure troppo consistente è dedicata appunto all'ipotesi che il nostro passato sia stato punteggiato da visite aliene. Ed è subito un big bang di spericolate incursioni nella nostra storia antica e soprattutto nella nostra preistoria più remota.

La stampa

"Antichi astronauti... non fatevi fuorviare dal titolo. L'autore confuta punto per punto il ciarpame dei fantarcheologi, smonta 'l'astronauta di Palenque', le 'piste di Nazca', le 'conoscenze perdute' e riporta il passato nella realtà. Finalmente una boccata di aria pulita".
(Corriere della Sera, 20.12.98)

Ne hanno parlato

Rivista Aeronautica, Giornale di Astronomia, Ansa, Agi, Liberal, Il Tempo, Airone, Tempo Medico, Notiziario UFO, La Nuova



Campi elettromagnetici

Innocui o pericolosi?

di Margherita Fronte

pagine 192

Euro 13,43



C'è chi profetizza un sensibile aumento dei tumori nei prossimi anni e chi invece afferma "è tutto sotto controllo". I rischi legati ai campi elettromagnetici sono sempre più un enigma. Negli ultimi vent'anni il dibattito scientifico su questo argomento è stato infuocato. Sollecitate dalle manifestazioni "anti traliccio" dei gruppi ambientalisti prima, e da rumors amplificati dai media legati al boom della telefonia cellulare poi, le principali organizzazioni scientifiche mondiali hanno avviato numerosi progetti di ricerca. Cosa hanno scoperto finora? Che c'è di vero nei geomagnetismi e nella rete di Hartmann? Siamo certi che le ricerche che offrono risultati rassicuranti non saranno smentite (come è avvenuto per la diossina o per l'amianto) tra pochi anni? O invece stiamo assistendo all'ennesima farsa, a una falsa profezia apocalittica (come è successo per la tv o l'aspirina) a opera di inguaribili conservatori che odiano il progresso? Questo libro, il primo a carattere divulgativo pubblicato in Italia sull'argomento, vuole fornire una obiettiva panoramica sullo stato attuale delle conoscenze scientifiche ed epidemiologiche.

Gli autori

Margherita Fronte è nata a Roma e vive a Torino. Giornalista specializzata in campo scientifico, laureata in biologia, ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza organizzato dalla Scuola Internazionale di Studi Superiori dell'Università di Trieste. Collabora con la Rai, La Stampa, Le Scienze, Tempo Medico e con numerose testate scientifiche.
Il libro è stato realizzato con la collaborazione dell'ingegnere Andrea Albini e dei fisici Lucia De Francesco, Francesco Chiminello e Lisa Maccari.

Le prime righe del libro

Viviamo tra i campi elettromagnetici. Basta scaldare una vivanda nel forno a microonde, asciugarsi i capelli col phon e persino fare una passeggiata in campagna, sotto i cavi che trasportano l'energia elettrica, per essere soggetti alla loro azione. In molti oggi sostengono che l'esposizione favorisca l'insorgenza di alcune forme tumorali, in particolare la leucemia infantile, e numerosi altri disturbi. Nonostante la mole di dati che la letteratura scientifica ha prodotto sull'argomento negli ultimi venti anni, però, le evidenze sperimentali sono estremamente contrastanti. Questo libro si propone di fare il punto sullo stato attuale delle conoscenze scientifiche, mettendo in luce gli aspetti più controversi sui quali si deve ancora fare chiarezza e addentrandosi, ma senza schierarsi, in un territorio che ha visto darsi battaglia organizzazioni dei cittadini, enti per la distribuzione dell'energia elettrica e forze politiche. Negli ultimi anni, un po' in tutto il mondo industrializzato, i gruppi ambientalisti si sono opposti alla costruzione di elettrodotti in prossimità di centri abitati. Tali interventi hanno avuto il merito di portare alla luce il problema e di incentivare gli studi in questo settore. Ma persino l'imponente programma di ricerca avviato nel 1992 dal governo statunitense, progetto che coinvolgeva il Dipartimento dell'energia e l'Agenzia nazionale per l'ambiente e la salute, è stato sospeso nel marzo del 1997 per mancanza di risultati convincenti.

La stampa

"Il libro tratta un argomento scottante, che da anni vede scontrarsi duramente associazioni ambientaliste e società elettriche, rimanendo volutamente fuori dalle polemiche per fornire una visione obiettiva del problema."
(Rivista Anci, 11 novembre 1997)

Ne hanno parlato

Tuttoscienze; Il Salvagente; Il Manifesto.



El NIÑO

Realtà e leggende del fenomeno climatico del secolo

di Antonio Navarra

pagine 112

Euro 6,20



Inquinamento? Eccesso di anidride carbonica? Effetto Serra? O può essere colpa, per caso, del famigerato El Niño? El Niño, l’ormai noto fenomeno determinato da una corrente calda che dalle coste del Perù si muove verso il Pacifico occidentale in media ogni quattro anni (con un picco a Natale e che si esaurisce grosso modo a Pasqua quando lascia il posto a una corrente fredda chiamata La Niña), ha in effetti raggiunto picchi preoccupanti. Ma sulla stampa sono state attribuite a lui ogni tipo di catastrofi climatico-ambientali: le inondazioni in Somalia, la morte delle foche in California, perfino la cattiva riuscita della stagione di hockey su ghiaccio poiché come è stato scritto "a causa dell’inverno mite gli spettatori non sono stati invogliati a seguire questo sport". In realtà a El Niño si deve esclusivamente il maggior vigore delle tempeste e delle precipitazioni nella parte meridionale degli Stati Uniti. Insomma non è certo una specie di Godzilla che emerge dalle onde del Pacifico per distruggere lo stile di vita americano. Tanto meno quello europeo o italiano. Quello che è certo è che El Niño ha forzato la comunità scientifica a passare dalle previsioni meteorologiche a quelle ambientali, che rappresentano la nuova frontiera della climatologia.

L' autore

Antonio Navarra, geofisico del Cnr ed esperto in climatologia, è autore di numerosi testi di divulgazione scientifica.

Le prime righe del libro

Immerso nel verde del campus dell’Università di Princeton, nel New Jersey, in un parallelepipedo nero di acciaio e cristallo ha sede il Laboratorio di Dinamica Geofisica Fluida (Gfdl) della National Ocean and Atmosphere Administration (Noaa). Più in là, oltre la morbida distesa di un campo da golf, l’Institute for Advanced Studies gode fama propria, grazie ad Albert Einstein e Kurt Gödel che qui hanno trascorso tempi memorabili, specialmente sul finire degli anni Quaranta. Ancora oggi, i visitatori della piccola città accademica si fermano ad ammirare la casa di Einstein, in Mercer road, non dissimile da tutte le altre case in stile coloniale abitate da generazioni di studenti e scienziati. Pochi sanno però che l’istituto, nello stesso periodo in cui vi lavoravano Einstein e Gödel, ha anche assistito alla nascita della meteorologia e climatologia numerica. In quegli anni infatti, grazie all’incoraggiamento dell’eminente matematico John von Neumann, un gruppo di ricercatori si era impegnato in una grande sfida: prevedere il tempo atmosferico in modo automatico, servendosi di un calcolatore elettronico. L’idea era semplice: le equazioni che governano l’atmosfera erano ben note, ma così complesse da non poter essere risolte con carta e penna; l’unica soluzione consisteva nel ridurle in modo approssimato a operazioni più semplici. Ma il numero di queste operazioni elementari risultava così grande da essere improponibile per la mente umana. John von Neumann ritenne allora di poter risolvere il problema utilizzando il calcolatore elettronico da lui progettato e in fase di realizzazione presso l’istituto. Von Neumann intendeva dimostrare le potenzialità della sua macchina e le previsioni del tempo, di facile comprensione ma ancora difficili da realizzare, costituivano un candidato perfetto per il suo scopo.

La stampa

" Ma che cosa è 'El Niño' ? E davvero può influenzare la nostra esistenza ? Antonio Navarra, che insegna Meteorologia e Climatologia al corso di scienze ambientali dell’Università di Bologna, risponde a queste domande con un linguaggio non specialistico"
(L’Unità, 10 ottobre 1998)

Ne hanno parlato

Il Salvagente, L’Unità, Sabato Sera, Liberal.